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BTO2014 n'è valsa la pena?

  Il 2 e il 3 dicembre 2014 si è tenuto l'evento che a mio avviso è il più "tecnico" del settore turistico italiano: la BTO (Buy Tourism Online).

Come ogni cosa ci sono sia i favorevoli che i contrari. In alcuni autorevoli blog turistici si è passati da una buona critica costruttiva a una vera e propria polemica.

Forse le mie origini "miste" o forse un'educazione multiculturale mi ha insegnato sempre a mettermi in dubbio. 

“A volte pure un piatto che sappiamo che non ci piace, se ri-assaggiato potrebbe farci cambiare idea, o forse no. Ma bisogna avere coraggio almeno di assaggiarlo di nuovo."
Basta un ingrediente diverso, una cottura fatta in un certo modo o l'appetito della giornata o una cattiva digestione pregressa o un certo stress possono modificare il nostro pensiero .

Tutto questo è in linea con quello che è stata la BTO2014 secondo il mio punto di vista.

L’evento non è stato nel complesso male.

Come per i siti di recensione online , il segreto è "L'ASPETTATIVA" dell'utente.
Leggendo il programma e decidendo di venire ho consapevolmente scelto di assistere a “panel” di aziende fornitrici di servizi.
La cosa non mi è dispiaciuta.

Su alcuni punti non mi sono trovato d’accordo ma è stato esattamente questo che mi ha permesso di avere quello che la Fiera ha realmente portato:

ü  “Scambio di idee tra “tecnici” e “professionisti” del settore” cosa che si è vista nelle “aree comuni. Ho incontrato alcuni di voi tra cui la mitica Wilma Vanni, Marina Pitzoi, Simonetta Malvaldi, Luisa Rellini Simona Ciccalè, Nicoletta Polliotto, Cristiana Rubini (aka Conte Mascetti), Tina Ingaldi , Irene Schillaci, Simone Bianchini, Leonardo Prati, Gianluca La Terza, Gianni Filisdeo, Domenico De Vanna. Xenofon Ritsopoulos, Josiah Mackenzie, Alfredo Capurso, Massimo Trovò e finisco qui tanto so che avete letto giusto un paio di nomi e basta (non me ne vogliano gli altri vi aggiungo in seguito).

ü  La BTO non è un fine ma un mezzo.  I panel sono serviti a creare Brain storming. Non a pendere dalle labbra delle aziende o del politico o dell’associazione. Che poi possono aiutare e sono lì esattamente per presentarsi.

ü  Non è la BTO o le aziende a migliorare il settore, ma le “persone” che ci lavorano con le loro idee e con la “costante fame” a migliorarsi e anche il “disaccordo” con un certo modus operandi ci può stare se si propone un’alternativa.
Questa è critica ma non polemica.

Ragionando in termini di presenze: 8.000 visitatori, 6.000 utenti unici collegati alle dirette web,+ 15% biglietti venduti, +26% ricavi da sponsor ed espositori, 124 eventi, 230 relatori e 350 tra giornalisti e blogger accreditati

Scusate se esprimo un mio parere, ma le polemiche non portano da nessuna parte.  

Che una cosa sia fatta e bene o male viene valutata dai risultati anche successivi percui a che servono le polemiche? 

Anche questa è stata BTO2014

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