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Quando il "CostPar e Revenue: due facce della stessa medaglia " per trovare nuovi e vecchi amici.

Ciao a tutti amici e lettori. Vedo che continuate a seguirmi sempre più numeroso, a livello personale mi fa piacere e vorrei offrire il caffè ad ognuno di voi. Il che significherebbe accendere un mutuo  di durata ventennale. E nemmeno la Caffebay credo sarebbe capace di soddisfarvi uno a uno per quanti siete. Spero di incontrarvi e non mi tiro indietro a offrirvi 'na tazzulella e cafè ma possibilmente non tutti assieme per dirvi quanto vi voglio bene.  Il mese di novembre e dicembre è dedicato all'approfondimento forse molto più di altri periodi ed anche i rapporti umani si rafforzano grazie a essi.  Circa 11 mesi fa in occasione del WHR ho avuto l'immenso onore di conoscere Tina Ingaldi. E se vi interessa sapere cosa è successo allora vi do la chance di leggerlo qui . Però fatelo dopo. La cosa che mi ha emozionato è stato sentire finalmente una discussione intelligente sul tanto "snobbato" CostPar collegandolo al Revenue in chiave Marketin...

Guida pratica sulla pubblicazione sui social network imparando dall’urlo del fruttivendolo ( e altre figure).

E rieccoci al solito appuntamento di fine mese con il mio post- blog. Come forse sapete sono un uomo del sud, di Napoli. Per il post di oggi devo ringraziare sia  Lucio Boccalatte mio lettore e professionista con il quale ho una certa affinità professionale, che quello che a Napoli chiamiamo le “voci”. Perché la voce é un elelemento autonomo. Mi spiego meglio per i miei lettori di Luino e dintorni: dalle mie parti i venditori ambulanti, i fruttivendoli e i pescivendoli nei momenti di alta affluenza per strada sono soliti “urlare” il prodotto. Ad esempio, il fruttivendolo del mio rione quando ha una partita di uva da vendere urla qualcosa di simpatico come: “Uva, Uva fresca che sa di miele” oppure la variante estiva per il melone giallo “ per ogni melone 1/2kg di prosciutto in omaggio”. Ovviamente questa iperbole non è un errore comunicativo ma sa che la “ percezione ” della comunità è tale da non creare disturbi.  Perfetto non voglio farvi un trattato di cultur...

Gestisci il tuo Hotel come un DJ

Perché la musica del tuo Hotel, la fai tu. Innanzitutto, mi scuso con chi a settembre si aspettava il mio solito articolo di fine mese.  Abbiate bontà  il mese di settembre è stato molto inteso. Ci sono diversi progetti che stanno prendendo luce pian piano e che vi svelerò a tempo debito.  Il post di oggi è nato  quasi per caso. Ragionavo sulla radio. Io personalmente faccio le mie scelte. Adoro Radio Arabella di Monaco di Baviera oppure la WCBS di New York, mentre quando voglio sentire della musica classica di qualità ascolto Venice Classic Radio . Ovviamente i miei gusti sono alquanto strani ed eterogenei  lo ammetto e in tutto questo ci aggiungo anche Radio Yacht e alcune talk radio italiane per complicare il tutto. Eppure tutto ha una sua logica. Come in albergo. Vediamo come. Facciamo un gioco insieme, vi va? Bene, provate a inserire nei commenti le vostre radio preferite. Sarà una buona opportunità per conoscerci. Vedrete che succ...

Ma davvero gli stranieri vengono in Italia per il sole, il mare e i musei?

Molto spesso in ambito alberghiero ragioniamo da “italiani” anche quando dovremmo analizzare il mercato con gli occhi degli stranieri. La promozione turistica è molto spesso concentrata  su quello che è bello secondo il nostro gusto e il nostro portafoglio .   Spesso mi viene in mente la polemica tra Berlusconi e Martin Schultz nel 2003 nel parlamento europeo. Senza entrare nella fattispecie politica che vi prego di lasciare al bar, l’allora presidente del consiglio italiano esordì dicendo: “ io vi invito a venire a godere di qualcosa che il governo non è riuscito a negare:  “ il sole, la bellezza e le 100.000 chiese e monumenti”,    scatenando l’ilarità generale e aggiungendo :..” ai 3000 nostri musei, ai 2.500 siti archeologici, alle 40.000 case storiche”. La risposta ci interessa perché rappresentativa del modo in cui il turismo viene percepito dalle cariche politiche e dalla maggioranza della popolazione italiana.  SOLE, BELLEZZE ARCHIT...

Il mago pancione, un esempio di strategia per il tuo Hotel

Se state leggendo il titolo è probabile che state avendo le seguenti reazioni: Wow il mago Pancione etciù. Quanti anni sono passati.  Ma che c'appizza con il turismo? E chi è sto mago pancione? Uno di quei maghi  che si vedono nelle TV locali? Bene "la risposta è dentro di te però è sbagliata" - parola di Quelo . Il mago pancione era un cartone animato della mia generazione e faceva parte delle preferenze di quelli che all'epoca erano bambini. Onestamente negli anni '70, '80 '90 non c'era la grande concorrenza come adesso. I canali erano pochi. Immaginate di proporlo adesso senza effettuare modifiche strutturali alla grafica.  Quasi sicuramente pur avendo una sua utenza di nicchia  non otterrà lo stesso successo che ebbe in passato. Si può sostituire il mago pancione a qualsiasi altro cartone cult di quegli anni, il risultato probabilmente non cambia. Peppa Pig  (detta anche "Giusippina (Peppa) a' porc" a Napoli e ...

Se in Italia muore il lusso è colpa tua

  "Il cliente exclusive  è disposto a pagare  quando la qualità e il servizio di ciò che riceve, corrisponde realmente  a ciò che spende". La   scusa della crisi economica   nel settore turistico sta creando più danni che benefici e questo assieme a tecniche di Revenue per il mercato midscale utilizzate impropriamente anche per il segmento upscale (di lusso)    che segue delle regole ben diverse a ciò si unisce anche un pessimo (dove pessimo è un eufemismo) approccio dei diversi operatori. Carissimo ristoratore, cameriere, barista,  albergatore, portiere, facchino, negoziante, timoniere, armatore, istruttore di volo, di tennis e potrei continuare all'infinito evitando il buon vecchio sciuscià ,   da chi credi che sia fatto il mercato di lusso? L'errore   più grande in assoluto che puoi fare   per te,   per la   tua azienda   e per   l'intero territorio   è quello di partire co...

Un albergo in salute? Chiediti cosa prendi prima di dormire.

Cosa prendi prima di dormire? Tablet, Smartphone o la camomilla? Provate a immaginare quello che realmente fate prima di prendere sonno. Io non riesco a vivere senza il mio cellulare. Lo utilizzo per leggere, per inviare la buonanotte alle persone care e a rilassarmi con una partita a scacchi. Adoro gli scacchi on line. Ma questa è una mia personale preferenza.  Ma il punto rimane uguale. Recentemente leggevo un interessantissimo studio Expedia Media Solution riportato da Roberta Milano  dal titolo Travel Visitation on tablets is notably high in the evening   che dimostra come: Non sono l'unico ad utilizzare la sera il dispositivo mobile. In orari differenti si utilizzano device differenti.  Un sito web non progettato per una fruizione immediata su dispositivo mobile (tablet o smartphone) è  come se in certo momenti della giornata avesse la "linea staccata. Ovviamente come più volte mi ha fatto notare il mio caro amico Simone Pu...